i polli della Nasa

Ho ricevuto una e-mail abbastanza sconcertante. Non ho controllato, quindi potrebbe essere una leggenda popolare; comunque, la riporto così come mi è arrivata...

Posso sollazzarti con una sconcertante notiziola di cronaca?

Gli scienziati alla NASA hanno costruito una specie di cannoncino per lanciare dei polli morti alla velocita' massima possibile contro i parabrezza degli aerei di linea, degli aviogetti militari e della navetta space shuttle.
Lo scopo e' simulare i frequenti scontri con i gallinacei vaganti nell'aria per verificare la resistenza dei parabrezza.
Alcuni ingegneri britannici, avendo sentito parlare di questa "arma", erano desiderosi di provarla sul parabrezza dei loro nuovi treni ad alta velocita'.
Sono stati presi accordi con la NASA ed il cannone e' stato spedito agli assistenti tecnici britannici. Quando l'arma e' stata attivata la prima volta, gli ingegneri britannici sono rimasti impietriti mentre il pollo sparato dal cannoncino si schiantava contro il loro parabrezza infrangibile e lo fracassava, rimbalzava contro la console dei comandi, spezzava in due lo schienale della poltroncina di un ingegnere e si andava ad incastrare nella parete posteriore della baracca come se fosse stato una freccia scoccata da un arco.
Gli sconvolti tecnici Britannici hanno trasmesso alla NASA i risultati disastrosi dell'esperimento e i progetti del loro parabrezza supplicando gli scienziati Americani perche' dessero loro dei suggerimenti.
La NASA ha risposto con un appunto della lunghezza di una riga: "Scongelate i polli."

di B.N.


Fra le varie lettere che ricevo, a volte ne capitano alcune molto interessanti e spero di poter coinvolgere i loro autori nel mio lavoro di divulgazione scientifica. Quella che segue è la precisazione di un ingegnere aeronautico... come dire, la notizia, così com'era proposta è una bufala; però c'è un fondo di verità, e questa è l'occasione per imparare qualcosa.

pennutoaereo

Il tono, la estrema semplificazione della notizia, e la sua povertá di dettagli, tale da generare addirittura inesattezze, mi fanno pensare che si tratti di una "bufala".

L'impatto degli uccelli (non certo dei polli) sui velivoli in volo é un problema relativo alla sicurezza stessa del volo e quindi coperto dai formalismi relativi alla certificazione, o perlomeno alla qualifica.
Tanto per cominciare, non é certamente il solo parabrezza di un velivolo ad esserne coinvolto. Un aeroplano, per esempio, che si scontri con uno (o piú) uccelli in volo, subisce un impatto che puó interessare, oltre al parabrezza, altri elementi strutturali quali la prua della fusoliera (con conseguente danno possibile al radar e/o alla strumentazione), il bordo di attacco di ali e impennaggi, ed elementi anche non strutturali come le sonde Pitot per i dati aria, le antenne e il/i motore/i. In quest'ultimo caso, si puó avere impatto con le palette del compressore, e/o le pale dell'elica, oltre a ingestione nel motore di parti dell'uccello.
In genere, l'effetto sulla sicurezza del volo é diverso a seconda dei casi.

La certificazione formale al volo puó richiedere di effettuare delle prove a terra per simulare l'effetto dell'impatto. Ovviamente, per ridurre i costi si utilizzano polli da supermercato invece che aironi, falchi o anche solo anatre. Ma comunque, non é certo l'umore del giorno dei tecnici a decidere che prove fare (come sembra raccontare la storiella).

Non é certo la NASA l'unico ente al mondo a sottoporre i suoi velivoli a queste prove. E non é certo l'unico ente al mondo a cui rivolgersi per effettuare le prove stesse. Esistono moltissime aziende che effettuano prove di qualifica ambientale affittando i propri macchinari alle aziende aeronautiche. Queste prove ambientali prevedono che sul velivolo vengano "sparati", oltre ai polli, anche sabbia, polvere, grandine (vera o simulata) o altro.
Per non aumentare i costi a dismisura, la qualifica/certificazione deve richiedere esplicitamente una casistica limitata in termini di peso e velocitá dei polli. Ad esempio, il requisito potrebbe richiedere che il velivolo e le sue parti sopportino senza gravi conseguenze l'impatto di un uccello di almeno 2 kg sparato alla velocitá di 400 nodi (o 200 m/s).
In certi casi, per risparmiare ulteriormente sui costi, la prova sperimentale non é richiesta (per fortuna, diranno i motoristi che hanno a che fare con motori molto cari). Al suo posto, un'analisi tecnica puó essere preparata e sottoposta all'Ente certificante. Tale analisi puó comprendere un modello matematico che dimostri gli effetti dell'impatto. A tale scopo, ci sono degli Enti che sperimentano le forze scambiate nell'impatto in funzione di massa e velocitá dell'uccello. Partendo da una base empirica, quindi, l'analisi teorica deve dimostrare che tali impulsi di forza sulle parti esposte del velivolo hanno degli effetti limitati sulla sicurezza del volo.

Per concludere: perché gli "sconvolti tecnici Britannici" con il loro treno si sono dovuti rivolgere alla NASA, quando da decenni l'industria aeronautica britannica si trova giá all'avanguardia mondiale e ha certificato (nel senso di "fatto volare") decine di migliaia di aerei per miliardi di ore di volo?

Giorgio Pozzo