La masterizzazione digitale tra le pareti domestiche

diffusore acusticodiffusore acusticoLa masterizzazione-duplicazione ad uso privato di un CD audio, è ormai un'operazione abbastanza semplice anche per i meno esperti. Al contrario, la realizzazione di un CD audio a partire da un supporto vinilico, richiede alcune avvertenze che sono la logica conclusione di quanto discusso precedentemente.

cosa s'intende per Hi-Fi

Il primo punto da discutere, è cosa dobbiamo intendere per alta fedeltà. La prima risposta ragionevole è considerare come Hi-Fi una accurata riproduzione elettronica dell'immagine musicale prodotta in una sala da concerto. Tuttavia, questa definzione non è del tutto soddisfacente. Infatti occorre tener conto che solo una piccola minoranza degli utenti dell'Hi-Fi frequenta anche le sale da concerto; la maggior parte non ha mai assistito ad un concerto dal vivo e si è formata una personale opinione dell'orchestra e dei singoli strumenti solo attraverso l'ascolto di un sistema Hi-Fi. Questi ascoltatori avranno delle precise esigenze in fatto di suoni riprodotti, ma nessuna possibilità di valutare il realismo della riproduzione. In pratica, le varie apparecchiature vengono valutate in modo del tutto soggettivo. Per esempio, si confronta direttamente il suono riprodotto da due violini diversi senza preoccuparsi di confrontarlo con l'originale.
D'altra parte, esistono suoni che non hanno un preciso riferimento. Per esempio, l'organo elettronico, la chitarra elettrica e... la voce (in quanto nelle esecuzioni dal vivo è ascoltata attraverso un microfono). Questi suoni non hanno un riferimento standard, e quindi la valutazione soggettiva è del tutto adeguata. Queste precisazioni danno ragione dell'ampia varietà accettata nelle prestazioni dei sistemi per la riproduzione del suono.

Fatte queste necessarie premesse, possiamo concordare che per Hi-Fi si debbe intendere (al di là delle misurazioni oggettive) un sistema capace di produrre immagini sonore ben equilibrate, senza bassi eccessivi (un'attrazione irresistibile per il neofita), con toni medi naturali (che cioè non eccedano in "effetto presenza") e senza attenuazione dei toni alti (spesso trascurati in apparecchiature economiche, a scapito della nitidezza del suono).

dischi vinilici e nastri magnetici analogici

giradischiIl suono è matematicamente rappresentabile con un andamento ondulatorio più o meno complesso. Durante la registrazione su disco vinilico (in ceralacca per i primi 78 giri, caratterizzati da una risposta in frequenza compresa tra 50 e 8000 kHz), le vibrazioni della sorgente sonora vengono trasformate in microsolchi del disco in modo analogico: al variare delle vibrazioni (corrispondenti alle variazioni del segnale musicale) corrisponde una variazione nell'incisione dei microsolchi del disco. Durante l'ascolto, la puntina del giradischi segue quanto più possibile - a seconda delle sue caratteristiche e della geometria del braccio di supporto - l'andamento dei microsolchi, rilevando le loro variazioni in modo da ricostruire l'onda sonora originaria.

Le onde sonore possono anche essere registrate su nastro magnetico in bobina aperta o in audio-cassetta. In entrambi i casi, la registrazione è basata su un orientamento delle particelle magnetiche che sono depositate sul nastro di supporto. Per l'ascoltatore medio lo svantaggio di questi supporti sono i rumori indesiderati (fruscio) ed il degrado nel tempo (nel caso dei dischi anche le dimensioni). Con questi processi, si può ottenere un'ottima riproduzione della sorgente originale; tuttavia, questo risultato richiede apparecchiature semiprofessionali molto costose.

In particolare, per quanto riguarda i nastri magnetici, questi devono essere di qualità eccellente in quanto il supporto magnetico determina la risoluzione dei segnali: tanto maggiore è la qualità e la densità delle particelle magnetiche, tanto maggiore è la qualità e l'accuratezza dei segnali registrati.

vmeter animatovmeter animato

Per esempio, gli indicatori analogici, o a led (molto più rapidi), forniscono un'indicazione del segnale in ingresso al dispositivo di registrazione: quando gli aghi si avvicinano alla zona rossa, il segnale registrato su un nastro economico verrà memorizzato distorto in quanto supererà le capacità di memorizzazione del supporto (campo dinamico ridotto); invece si può ottenere una registrazione migliore con nastri di elevata qualità in quanto maggiore è il livello del segnale registrabile e maggiore sarà la dinamica del suono registrato. Per aumentare la dinamica si ricorre tipicamente al Dolby B e C (il tipo A è destinato all'impiego professionale), ma agli audiofili è noto anche il sistema DBX.

dischi audio digitali (CD)

Nella catena che parte dalla registrazione dell'evento musicale per la sua registrazione e successivo ascolto, i segnali attraversano una serie di fasi: microfoni, cavetti, registratori; ogni passaggio provoca un'inevitabile seppur limitata alterazione del segnale originale. Pertanto, alle nostre orecchie arriverà un messaggio musicale che somiglia all'originale, ma in realtà è un surrogato dell'evento stesso (principalmente perché gli artisti con le loro voci e strumenti musicali non sono presenti nel nostro salotto, che oltretutto è certamente diverso dal luogo di registrazione).
Nella riproduzione digitale il messaggio viene convertito in un flusso di dati numerici per essere inciso sul supporto, e poi riconvertito in segnale analogico per essere amplificato e inviato ai diffusori. Questa conversione, e successiva riconversione, opera una riduzione delle armoniche di ordine più elevato (quelle che il convertitore elimina in base alla frequenza di campionamento impostata), tutto ciò, per i puristi che hanno un orecchio particolarmente allenato (e non per i teorici delle misurazioni), si traduce in un appiattimento del messaggio musicale e nella sensazione di una freddezza che è propria della riproduzione digitale.

Un punto importante da considerare sono le diverse tipologie di CD audio (a volte indicate sulla confezione o sul CD):

registrazione domestica di CD audio

Quando un CD audio viene duplicato (è consentito per uso personale, purché si abbia l'originale), la qualità risultante sarà confrontabile con quella del disco originale, ottenendo un disco DDD, ADD, oppure AAD.
Ovviamente se si crea una raccolta estraendo brani musicali da vari CD (con certificazione differente), il risultato ottenuto sarà un CD con brani AAD, ADD, e DDD. Se poi, tramite computer, si interviene con operazioni di remix o correzione dei toni, usando le stesse sorgenti, si otterrà un disco con brani ADD e DDD.

Quando viene realizzato un CD audio domestico partendo da un disco microsolco, scegliendo i parametri del "CD-quality" (frequenza di campionamento 44.1 kHz e profondità di 16 bit), il risultato ottenuto non dipende dalla codifica PCM se la scheda di acquisizione è di buona qualità, cioé in grado di acquisire i segnali analogici senza distorsioni e variazioni nella ripsosta in frequenza.
Il disco masterizzato senza interventi di correzione sarà di tipo AAD, e la qualità della digitalizzazione dipenderà dal tipo di apparecchiature utilizzate per leggere i segnali musicali contenuti nel supporto vinilico. Il braccio, la testina di lettura e il giradischi devono essere di elevata qualità, e così anche il sistema preamplificatore-amplificatore ed i cavi di collegamento con relativi connettori.
In ogni caso, la qualità del CD ottenuto, ascoltata sull'impianto che è stato utilizzato per produrlo, sarà equivamente a quella del disco originale. Tuttavia, se la codifica PCM è stata ottenuta utilizzando un sistema Hi-Fi di qualità commerciale, ascoltandolo successivamente su un impianto di qualità semiprofessionale, restituirà un'immagine musicale inferiore a quella che si otterrebbe ascoltando su tale impianto il disco vinilico utilizzato come sorgente. Infatti, molto spesso, i sistemi coordinati hanno una risposta in frequenza modificata in modo da compensare le carenze dei diffusori acustici forniti a corredo: le modifiche nella curva di frequenza si rifletteranno inevitabilmente sul CD prodotto.

la qualità degli MP3

MP3 è conosciuta come una tecnica di compressione dati a perdita (perchè una certa quantità dei dati originali è rimossa e perduta per sempre durante la compressione), e di conseguenza è inevitabile che un MP3 non possa mai suonare tanto bene quanto quanto il PCM sorgente dal quale è stato creato.
Se si prelevano dalla rete dei file MP3, non si ha alcuna garanzia sulla qualità della registrazione, che può essere molto buona se la sorgente era un CD commerciale, oppure scadente se la sorgente era un file digitale ottenuto con un HiFi di qualità commerciale, oppure da un nastro magnetico.

Il formato MP3, è nato per il Web, per supporti multimediali, per l'ascolto in cuffia (garantendo molte ore di ascolto). Così, se viene ascoltato con i diffusori acustici collegati alla scheda audio di un computer, il risultato sarà molto soddisfacente e indistinguibile dall'originale (CD commerciale); però se verrà ascoltato su un impianto Hi-Fi semiprofessionale, completato da diffusori di ottima qualità, dovete avere un udito piuttosto scadente per non avvertire le differenze. E queste differenze sono tanto più evidenti a seconda del pezzo; in ordine decrescente: musica sinfonica, per grande orchestra, canzoni, disco-music.

Come un musicista e produttore, voi ovviamente traete soddisfazione dalla qualità delle vostre registrazioni, e non sarete disposti a compromettere molta qualità del suono per il vantaggio della compressione dei dati. Per assicurare la maggior prestazione possibile per questo formato, ci sono alcuni punti da considerare.
Se disponete di una buona sorgente PCM, potete provare a sperimentare con più alti bit-rate. E' diventato convenzionale sul web offrire "Lo-Fi" MP3 come file a 96 kbps, e "Hi-Fi" MP3 come file a 128 kbps. Tuttavia, queste non sono le sole possibilità. Un buon codificatore vi permetterà di codificare a 224, 256 e 320kbps. Questi tassi più alti possono produrre MP3 molto simili alla qualità CD che spesso - per esigenze commerciali - è vantata scorrettamente per questo formato. Ovviamente, lo svantaggio è che si otterranno file più grandi.

nemesi

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